Governo, Brunetta: Annuncio politiche economiche sia per tempo

“Non è storicamente una novità quella di voler illudere i cittadini con promesse di una ripresa dell’economia e della società nel momento stesso in cui le cose vanno male.

Quanto più la gente è disperata e non sa a cosa aggrapparsi per arrivare alla fine del mese, tanto più salta fuori qualcuno che la imbonisce, promettendo mari e monti, pur sapendo che si tratta solo di un’illusione, perché le risorse finanziarie non esistono.

Nella finanza moderna e globalizzata, le principali istituzioni economiche e monetarie hanno iniziato a capire che, per attrarre la fiducia degli investitori e dei mercati e per non creare dannosa incertezza, è necessario annunciare per tempo le proprie indicazioni prospettiche, preparando gradualmente gli operatori economici in maniera da non spaventarli e in maniera da gestire il processo di cambiamento in maniera graduale. E’ il principio della cosiddetta “forward guidance”, ormai utilizzata ampiamente da tutte le banche centrali, che consiste nell’annunciare per tempo le politiche monetarie, l’aumento dei tassi d’interesse o dell’offerta di moneta, in maniera da non creare turbolenze nelle economie e lasciare tempo a famiglie e imprese di prendere le loro scelte disponendo di certezze su cosa li attende in futuro. La stabilità decisionale dei policy-maker, lo si è capito, è sempre e solo un vantaggio.

Il Governo Conte non ha evidentemente capito la chiarezza e la trasparenza.

Anziché formalizzare per tempo le sue politiche economiche, infatti, crede ancora che sia un vantaggio nasconderle, aspettare di annunciarle all’ultimo minuto, magari non annunciarle affatto.

E’ successo con la scorsa Legge di Bilancio, sta succedendo ancora con il DEF e, siamo sicuri, succederà ancora con la prossima Legge di Bilancio. Lo scorso autunno, infatti, fu proprio la non volontà dell’Esecutivo di dichiarare per tempo le cifre della manovra, puntando tutto sullo scontro con la Commissione Europea, che provocò incertezza e panico sui mercati, a scatenare la seconda crisi dello spread e l’ondata di svendita dei nostri titoli di Stato. La lezione dello scorso autunno, purtroppo, non è servita”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi