Banche, Zanettin: Veneto Banca vittima di scelte sbagliate

“Appaiono sorprendenti i più recenti sviluppi della inchiesta sul crac di Veneto Banca. Il sostituto procuratore della Repubblica di Treviso, titolare dell’inchiesta, ha chiesto l’archiviazione dell’azione penale nei confronti di tutti i consiglieri di amministrazione e dirigenti, ad eccezione dell’amministratore delegato Consoli, che ha visto comunque largamente ridimensionati i capi di imputazione. Si ha l’impressione che l’istituto di credito di Montebelluna sia stato vittima sacrificale di decisioni sbagliate. In questi giorni, tra l’altro, il sito di informazione on line, Vicenzapiù, ha pubblicato stralci virgolettati della registrazione di una conversazione, avvenuta in un incontro presso la sede di Bankitalia, in data 19 Febbraio 2014, in cui il responsabile della vigilanza dott. Barbagallo ‘suggeriva’ una fusione di Veneto Banca con Banca Popolare di Vicenza, circostanza, questa, sempre negata dal dirigente, anche in sede di audizione presso la commissione parlamentare di inchiesta.

A fronte di quanto sta emergendo sui diversi fronti, il Fondo di Indennizzo, previsto dalla ultima legge di bilancio, che prevede un ristoro, alle sole persone fisiche, nella misura del 30 per cento del prezzo di carico delle azioni, appare del tutto inadeguato ed ingiusto. Veneto Banca era una banca sostanzialmente sana, che scelte politiche errate, hanno portata al crac. Di conseguenza i risparmiatori, senza eccezioni di sorta, persone fisiche o giuridiche, sono vittime incolpevoli e meritano un ristoro completo, e non solo parziale, delle perdite subite. Ho presentato pertanto oggi una interpellanza al Ministro Tria invitando il Governo ad assumere iniziative, per garantire agli azionisti ed obbligazionisti di Veneto Banca l’integrale ristoro del danno patrimoniale subito”.

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