Csm, Zanettin a Bonafede: Iniziativa disciplinare su frasi choc di Di Matteo?

Un’interrogazione al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, per chiedergli “se non ritenga di valutare la sussistenza dei presupposti per l’esercizio di iniziative di carattere disciplinare” nei confronti del pm Nino Di Matteo, candidato al Csm, dopo le “frasi choc” pronunciate ieri dal magistrato nel corso della presentazione della sua candidatura a Palazzo dei Marescialli.

A depositarla è stato Pierantonio Zanettin: nel documento, il parlamentare azzurro sottolinea che “ormai pare sport nazionale quello di criticare l’operato del Csm, paragonandolo addirittura alla mafia”.

Le parole di Di Matteo, sulle “correnti della magistratura come la mafia”, osserva Zanettin (che dal settembre 2014 al marzo 2018 è stato consigliere laico al Csm), “appaiono di inaccettabile gravità, considerato sia il magistrato, da cui provengono, sia il contesto nel quale sono state pronunciate. Personalmente reputo la mafia un fenomeno del nostro paese troppo serio e troppo tragico, che non dovrebbe essere evocato a sproposito, soprattutto a fini elettorali”.

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