Belluno, Scopel: Siamo penalizzati anche nei bandi, non soltanto nelle opere pubbliche

Da "Il Gazzettino di Belluno" di domenica 21 giugno

“La provincia di Belluno è penalizzata quotidianamente. Non c’è solo un problema di opere pubbliche, c’è anche dell’altro”. Dario Scopel, sindaco di Seren del Grappa e rappresentante dell’Associazione nazionale piccoli Comuni, ha rilanciato sul suo profilo un bando del Ministero delle Politiche agricole e forestali: “Si tratta di un ottimo bando di finanziamento del ministero per valorizzare il patrimonio boschivo, superando la polverizzazione fondiaria. Peccato siano pochi i fondi messi in campo e che l’ottanta per cento sia destinato al Mezzogiorno. La montagna bellunese, e non solo, vive condizioni di svantaggio che non vengono probabilmente percepite a Roma”.

Delusione
Insomma, quassù ci si sente peggio che nella periferia dell’impero. Non solo dimenticati ma anche traditi dalla burocrazia e da chi trascura le difficoltà di un territorio fragile e complesso, costretto a fare tutti i giorni i conti con la dilatazione dei tempi per la mobilità. “Il concetto è che questo bando – riprende Scopel – che ha una dotazione tutto sommato esigua ha degli aspetti interessanti, soprattutto per il nostro territorio. Permette di finanziare consorzi o progetti già esistenti come le Regole o altri enti che potrebbero mettere in rete gli ettari di bosco di proprietà collegando più ettari e permettendo ampi piani di taglio da vendere in successivi lotti”. Insomma un’idea che permetterebbe di superare la parcellizzazione, mettere assieme più attori e permettendo a tutti di affacciarsi al mercato. “Per i privati che hanno un piccolo bosco, una volta messo a sistema, da un lato viene valorizzato dall’altro curato. È un peccato non si capisca che anche il nostro territorio ha di questi problemi. Se si invia l’ottanta per cento di questi fondi al Mezzogiorno noi ne usciamo molto penalizzati”.

Nel concreto
“Posso fare molti esempi – spiega Scopel – pensiamo al fondo mobilità per monopattini e biciclette. Abbiamo alzato la voce ed è stato esteso anche ai capoluoghi di provincia come Belluno, ma perché un piccolo comune come il nostro non dovrebbe guardare alla mobilità verde, perché limitarlo solo a Belluno. La strategia è quella di tenere buoni i Comuni che hanno fatto i referendum mettendo sul piatto i fondi di confine. Ma il problema non è solo di quei Comuni. L’altro giorno sono andato a Bolzano, ci ho messo un’ora e mezza da Seren, quando per andare a Belluno ci metto un’ora. Quello che voglio dire è che su varie tematiche non si riconoscono le difficoltà, certamente non siamo poveri ma il territorio bellunese ha bisogno di attenzioni”.

La via d’uscita
Ma Scopel, che è anche coordinatore provinciale di Forza Italia, prova anche ad indicare una possibile via d’uscita per permettere al territorio di ripartire. “Penso che l’autonomia – conclude – per il Veneto e una zona economica speciale per il bellunese, vista la sua specificità, sarebbero importantissime per dare uno shock in grado di creare discontinuità alla curva dello spopolamento”.

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