Brunetta: Bassa crescita e aumento delle tasse porteranno il deficit al 2,6%

“Le valutazioni delle agenzie di rating sono lontane dall’essere perfette e del tutto oggettive. Tuttavia, il giudizio estremamente negativo sui conti pubblici dell’Italia è unanime da parte di tutte le principali istituzioni internazionali e dei mercati finanziari e riguarda due fattori: la scarsa crescita da una parte, e l’insostenibilità della finanza pubblica dall’altra.

Il responsabile di entrambi i problemi è sempre considerato il Governo.

In Italia, ha scritto infatti ieri Standard and Poor’s, sia per il settore pubblico che le banche, si registra “un marcato deterioramento delle condizioni finanziarie esterne“. Inoltre, “i continui cambiamenti politici indeboliscono il potenziale di crescita” del paese. Secondo l’agenzia, inoltre, “i rischi per la posizione fiscale dell’Italia stanno crescendo” e il deficit dovrebbe salire al 2,6% quest’anno, sopra l’obiettivo del 2,4% fissato nel Def dal Tesoro.

Non solo, S&P stima che il debito pubblico non calerà nei prossimi anni, ma aumenterà fino al 132,7% del Pil nel 2022. Per il Fondo Monetario Internazionale potrebbe addirittura raggiungere il 140,0%”.

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