Brunetta: “La memoria si onora con l’impegno quotidiano”

“Nel pomeriggio di 29 anni fa la mafia azionò ancora una volta il tritolo a Palermo per uccidere il giudice Paolo Borsellino e tutta la sua scorta, soltanto 57 giorni dopo la strage di Capaci che costò la vita a Giovanni Falcone e ai suoi uomini.

Per la mafia doveva essere il funerale della legalità e la vittoria dell’anti-Stato e, invece, fiorì una stagione di consapevolezza e di sdegno in tutto il Paese, che arriva fino a oggi. A noi spetta il dovere della memoria di quei sacrifici, ma anche la responsabilità dell’impegno concreto quotidiano e della guardia alta contro tutte le mafie, colpevoli di rubare l’avvenire e la dignità all’Italia intera e soprattutto ai giovani.

L’esempio, la dirittura morale e la lucida consapevolezza di Paolo Borsellino vivono in noi. Un pensiero va alla famiglia, ai colleghi e alle forze dell’ordine che continuano a lottare ogni giorno per il futuro dell’Italia. Noi non dimentichiamo”.

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