#DEF, @RenatoBrunetta: venerdì nero, situazione banche preoccupante

“Un altro venerdì nero per i mercati finanziari italiani. Mentre i membri del governo gialloverde festeggiano dai balconi di palazzo Chigi e nei ristoranti romani non si capisce bene cosa, la realtà dei dati mostra come anche questa settimana la Borsa di Milano abbia chiuso in forte perdita, per effetto dell’ennesimo crollo del settore bancario, dovuto sia alla nuova impennata dei rendimenti sui titoli di Stato, che si sono portati nuovamente vicino ai massimi dello scorso maggio, sia all’annuncio fatto dal governo che a pagare il costo della manovra saranno soprattutto gli istituti di credito.

La situazione delle nostre banche si fa ogni giorno sempre più preoccupante, considerando che negli ultimi mesi l’indice azionario del comparto ha registrato una perdita monstre del -25,0%. Secondo dei calcoli di InvestireOggi, dall’arrivo del governo Conte le banche italiane hanno già perso quasi 40 miliardi di euro in termini di capitalizzazione.

Alcune di loro, come Ubi sono state costrette a vendere i propri Btp, in quanto la loro forte svalutazione sta provocando un crollo del valore patrimoniale dell’intero portafoglio titoli, considerando anche che la Bce ha appena annunciato che l’anno prossimo verranno compiuti altri stress test sul sistema bancario europeo e che molte banche italiane potrebbero non superarli proprio per colpa del crollo del valore dei Btp detenuti.

La pubblicazione della Nadef di ieri più un fumetto di Mandrake che un serio documento di economia e finanze, unita alle continue liti tra il leader della Lega Matteo Salvini e i leader europei Jean-Claude Juncker e Pierre Moscovici, ha fatto scattare l’allarme rosso tra gli investitori sull’Italia, considerata ormai sempre più vicina alla Grecia, secondo quanto riportato da fonti autorevoli.

La fuga di capitali prosegue così ininterrottamente e una domanda sorge spontanea: andando avanti di questo passo, chi si presenterà alle prossime aste dei BTP? Il Tesoro ha bisogno urgente di trovare acquirenti per l’emissione dei propri titoli.

Senza quelli la crisi di liquidità e l’insolvenza del debito diventano più che una certezza’

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