Fase 3, Brunetta: Grazie al Governo Conte l’Italia uscirà peggio e in ritardo rispetto agli altri Paesi

“Anche la Banca d’Italia ha pubblicato dei dati impietosi sugli effetti che la crisi ha prodotto sulle famiglie italiane. ‘Poco meno della metà degli individui – ha scritto Bankitalia – dichiara che prima dell’emergenza sanitaria arrivava alla fine del mese con difficoltà; negli ultimi due mesi, corrispondenti alla fase più rigida delle misure di contenimento dell’epidemia, oltre la metà degli individui dichiara di aver subito una riduzione nel reddito familiare, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti; l’impatto e’ piu’ negativo tra i lavoratori indipendenti: quasi l’80,0% ha subito un calo nel reddito e per il 36,0% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare; circa la metà della popolazione si aspetta una riduzione del reddito familiare anche nell’arco dei prossimi 12 mesi, anche se di intensità inferiore a quella degli ultimi due mesi; oltre a un diffuso calo nei redditi, più di un terzo degli individui dichiara di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia in assenza di altre entrate, un periodo compatibile con la durata del lockdown legato all’emergenza Covid-19; quasi il 40,0% degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi; solo un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende far ricorso alla moratoria mutui’. La sintesi di tutti questi dati pubblicati oggi sta nel fatto che gli istituti di previsione dipingono una ripresa dalla crisi che avverrà in modo asimmetrico e diseguale, sia tra i vari paesi d’Europa, sia tra le varie fasce della popolazione.

L’Italia uscirà peggio degli altri paesi, più in ritardo e le famiglie italiane impiegheranno del tempo prima di tornare a livelli occupazionali e di reddito precedenti alla crisi. Di questo, dovranno ringraziare il Governo Conte, che questa crisi ha gestito male, sempre in ritardo, non agendo subito e tempestivamente nell’economia attuando una politica di front-loading, consistente nel caricare tutto e subito il deficit. Al contrario, ha voluto far credere che sarebbero bastati soltanto 3,7 miliardi di euro di deficit in più per rimettere l’economia in sesto. Miliardi che poi sono lievitati fino a circa 100, e ancora non sappiamo se sono sufficienti.

Il non aver fornito subito la liquidità che famiglie e imprese abbisognavano per via del lockdown ha comportato il disastro macroeconomico che ora è sotto gli occhi di tutti”.

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