Fase 3, Caon: Paghiamo la burocrazia ottomana di questo Paese

“I problemi stanno venendo alla luce e la riduzione del Pil del 9,5% è un chiaro segnale. Stiamo pagando per una burocrazia che sta strangolando il Paese. Chi mai investirà in Italia, quando per installare un’insegna luminosa ci vogliono dai 90 giorni ai 120 per avere l’autorizzazione definitiva; per realizzare un impianto per l’allevamento di galline occorrono in media 365 giorni? Fanno prima i pulcini a crescere che l’allevatore a ricevere l’autorizzazione dagli enti competenti.

Alla pandemia globale che ha provocato blocchi economicamente devastanti per l’economia italiana si devono aggiungere normative farraginose da impero ottomano, che sono il vero ostacolo alla modernità dell’Italia. Occorre intraprendere la strada della modernità attraverso la semplificazione dei procedimenti amministrativi anziché continuare a vietare tutto. Anche perché qualche ragione c’è se gli investitori esteri sono così pochi: questa ragione si chiama burocrazia, servizi ed infrastrutture da terzo o quarto mondo, tasse e costi di gestione da repubblica delle banane. Norme burocratiche che proteggono le imprese inefficienti intente a ricevere soldi pubblici e scaricare i costi sui contribuenti.

Siamo proprio sicuri che l’epoca attuale sia segnata dalla civiltà e dal progresso? Non stiamo forse percorrendo un cammino a ritroso che si porterà a un periodo buio e a un nuovo medioevo in Italia? La sensazione di sconforto del Paese si sente nell’aria. Il governo corra immediatamente ai ripari prima che le tensioni sociali esplodano”.