Genova, Brunetta: Ripensare intero assetto gestione beni pubblici

“La natura sa colpire duro nel nostro Paese, ma sembra che poco sappiamo imparare dall’esperienza. Una valutazione della presidenza del Consiglio dei ministri indica in circa 4 miliardi di euro, in media all’anno, il danno che, dal dopoguerra ad oggi, i fenomeni sismici, franosi e alluvionali hanno arrecato al nostro Paese, con valori in crescita nel tempo. Si tratta a nostro avviso di una stima fin troppo prudente, soprattutto perché non tiene in conto gli effetti di medio e lungo periodo sui sistemi economici e produttivi, sui beni culturali, sul turismo. I danni non sono solo, e non sono tanto, nel valore del patrimonio fisico da ricostruire o da ristrutturare quanto nelle ferite alle comunità colpite che impiegano tempo a guarire e che permangono nel tempo. Spesso per decenni, a volte per sempre”.

Così il deputato di Forza Italia Renato Brunetta, in un editoriale pubblicato oggi da ‘Il Foglio’, scritto insieme a Giorgio De Rita.

“La tragedia di Genova aggiunge un ulteriore tassello in un quadro che ogni giorno sembra essere più preoccupante non solo i fenomeni naturali e la cattiva pianificazione e manutenzione nell’uso del territorio mettono a repentaglio la vita di tante persone inermi, anche le infrastrutture, le reti, le strade, i ponti, le gallerie sono fonti di pericoli mortali indipendentemente dalla brutale devastazione prodotta dai fenomeni naturali: anche la scarsa cura dei manufatti dell’uomo concorre a incrementare la terribile fragilità di questo meraviglioso nostro Paese”.

“Una serie di problemi di grande rilevanza, di significativo impatto economico e per il lavoro, un’occasione per ripensare alla radice tutto l’assetto di gestione dei beni pubblici: dalla regolazione del mercato alla finanziarizzazione degli interventi, dal ruolo del privato e del sistema delle concessioni al ruolo del decisore politico”.

Leggi l’articolo: Non serve ricostruire l’Italia

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