Governo, Brunetta: Peggioramento rapporti con Ue preoccupa investitori

“Il netto peggioramento dei rapporti tra il governo italiano e l’Unione Europea sta iniziando a preoccupare fortemente i grandi investitori internazionali. A creare timori, oltre alla minaccia del governo di porre il veto italiano sul bilancio europeo, è la volontà espressa dal vicepremier Luigi Di Maio di presentare una Legge di Bilancio fortemente espansiva che prevede, tra le altre cose, il forte innalzamento del deficit pubblico, in contrasto con il percorso di risanamento dei conti pubblici concordati con Bruxelles e che potrebbe arrivare addirittura oltre la soglia del 3,0% prevista dai trattati europei. Dopo queste dichiarazioni, i titoli di Stato italiani sono scesi per cinque giorni, portando il rendimento sul BTP decennale al 3,2%, in prossimità dei massimi toccati a fine maggio”.

“Nella sempre maggior incertezza generata dalle dichiarazioni degli esponenti del governo, cresce sempre più l’interesse per la data del 27 settembre, termine entro il quale il Tesoro è tenuto a presentare al Parlamento al Nota di Aggiornamento al DEF e quella del 15 ottobre, termine entro il quale la bozza della Legge di Bilancio dovrà essere inviata alla Commissione Europea.Infine, entro il 20 ottobre, la bozza dovrà essere inviata anche al Parlamento per l’approvazione entro fine anno. Proprio sui numeri della prossima Legge di Bilancio si stanno scatenando le previsioni degli economisti internazionali”.

“Gli attuali obiettivi di finanza pubblica dell’Italia, concordati con l’UE, prevedono una discesa del deficit all’1,6% del PIL nel 2018 e allo 0,8% nel 2019, fino a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2020. Il ministro dell’economia Giovanni Tria ha dichiarato che il suo obiettivo non è quello di peggiorare l’andamento del bilancio strutturale ma, possibilmente, di migliorarlo. Tuttavia, con una crescita del Pil più lenta del previsto, come certificato ormai dalle principali agenzie internazionali, il rapporto deficit/Pil è destinato inesorabilmente a peggiorare dirigendosi, secondo alcuni analisti, verso l’1,2 per cento nel 2019.

Anche se l’Italia non violasse la soglia del 3,0%, l’aumento di deficit sarebbe comunque in contrasto con le regole dell’UE, se non si riducesse al ritmo concordato con Bruxelles, considerando anche l’elevato debito pubblico che continua ad aumentare. Certamente, può capitare che un paese non c’entri un obiettivo di bilancio annunciato, ma l’anomalia di questo governo consiste nel dichiarare in anticipo e senza pudore che nemmeno tenterà di rispettarlo. Se dovesse adottare tutte le proposte annunciate nel suo programma, Goldman Sachs ha stimato che il deficit aumenterebbe fino al 7,4% del PIL nel 2019. Considerando che Bloomberg ha calcolato che lo spread BTP-Bund potrebbe salire a 470 punti base nel caso di sforamento della soglia del 3,0%, al livello più alto dallo scoppio della crisi dell’eurozona è quasi certo che, nel caso in cui lo scenario ipotizzato da Goldman Sachs si avverasse, per i titoli di Stato italiano sarebbe il default”

“Drammatico, a quel punto, sarebbe l’effetto contagio sulle banche italiane, come ricordato anche dall’editorialista del Financial Times Wolgang Muchau in un suo articolo di oggi. Con i portafogli di titoli pieni di BTP, per i nostri istituti di credito una crisi dello spread rappresenterebbe il colpo di grazia, considerando che, nell’ultimo anno, le banche italiane hanno perso il -22,0% in Borsa, il peggior risultato in Europa”.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi