Idrovia unica opera prevista nel PNRR. Caon: Risultato epocale, riparte un’opera ferma da quarant’anni

L’idrovia Padova-Venezia è stata inserita all’interno all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta dell’unica opera esplicitamente menzionata dalla risoluzione votata dalla Camera dei Deputati nella serata di ieri, mercoledì 31 marzo, che ratifica, a sua volta, la relazione approvata dalla commissione Bilancio. La mozione con cui è stata approvata l’idrovia, con voto unanime, lo scorso 28 luglio, è indicata nel documento a pagina 27.

«È un risultato epocale, un punto d’arrivo – afferma Roberto Caon, il deputato di Forza Italia autore della mozione presentata lo scorso luglio – di un lavoro durato mesi e reso possibile grazie a un tandem tra lavoro parlamentare e importanti prese di posizione sul territorio. L’idrovia sembrava dimentica, destinata a finire nella “spazzatura della storia”. Perfino chi vive nella zona interessata, che vede quotidianamente quest’opera incompiuta, si era dimenticato della sua esistenza. E come dare loro torto? È ferma da quarant’anni, ora potrà davvero vedere la luce».

Il voto di ieri alla Camera è destinato, però, a cambiare qualcosa. «Approvando la relazione della commissione bilancio – prosegue Caon – la Camera dei deputati impegna il governo a usare le risorse del Recovery anche per quest’opera. Dopo il voto unanime alla mozione, si tratta di un altro passaggio che certifica come il completamento di questa importante opera non sia una mera ipotesi ma una realtà che si potrà concretizzare nel giro di poco tempo. Non c’è progetto che, meglio dell’idrovia, “sposi” la filosofia alla base del Pnrr: non si tratta, infatti, di realizzare semplicemente un collegamento via acqua, ma di consentire una svolta “green” nella logistica veneta, oltre a mitigare gli effetti che i cambiamenti climatici hanno portato nel nostro territorio. Lo vediamo ogni anno, con alluvioni e temporali di fortissimo impatto. L’idrovia, facendo da bacino scolmatore, metterà in sicurezza definitivamente, dal punto di vista idrico, i bacini del Bacchiglione e del Brenta, con effetti su due capoluoghi come Padova e Vicenza, oltre che la terraferma veneziana».

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