Immigrazione, Casellati: non è possibile accogliere tutti quelli che abbiamo soccorso

Maria Elisabetta Casellati strappa applausi alla festa del Pd a Ravenna. Il Presidente del Senato, intervistata dal direttore de La Stampa Maurizio Molinari, spiega la sua posizione sugli immigrati, sull’Unione europea, la giustizia e il ruolo delle donne in politica.

“Grazie davvero per questo invito, è la mia prima volta alla Festa dell’Unità ed è la mia prima partecipazione a una festa di partito da quando sono stata eletta presidente del Senato. Non succedeva dal 1994 che quella carica fosse espressione dell’opposizione. E questo dà al mio ruolo una connotazione di garanzia, di super partes”.

L’Italia avrà mai una donna premier?

“Per avere una donna a Palazzo Chigi manca una maturazione completa della società. C’è stata un’evoluzione molto forte delle donne, un’emancipazione a cui è mancato un adeguamento culturale degli uomini e della società. L’evoluzione femminile è stata più rapida della società. Con la mia elezione si è aperta una strada, si era parlato anche di me come presidente del consiglio e io spero che questi passi avvengano rapidamente» ha detto Elisabetta Casellati.

Il primo tema affrontato riguarda gli immigrati: dopo l’inchiesta della procura di Agrigento a carico del ministro degli Interni Salvini, il presidente della Camera Roberto Fico, proprio a Ravenna, ha ribadito che i 179 immigrati dovevano sbarcare subito ed essere accolti a Catania.

Il Presidente del Senato sottolinea invece che “soccorso dei migranti e ingresso nel Paese sono due concetti che devono restare distinti. Il soccorso è un imperativo categorico che va rispettato. Dobbiamo soccorrere tutti, su questo non c’è alcun dubbio. Non possiamo lasciare le persone in acqua e non raccoglierle. Altra cosa è l’ingresso in Italia. Non è possibile darlo a tutti quelli che abbiamo soccorso. Perché non possiamo integrarli tutti a livello occupazionale”, ha detto la Casellati.

Forti le critiche all’Ue: “Sull’immigrazione siamo rimasti soli, la Ue ha peccato di una serie di inadempienze nei confronti dell’Italia e il tema va tolto dalla politica interna e portato in Europa”.

Poi la giustizia, che va riformata con l’auspicio che i magistrati che hanno fatto politica «non ritornino nella giurisdizione: è questo il primo passo da fare» ha concluso la Casellati.

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