Marin: Il razzismo nel calcio e nello sport non ha cittadinanza

“Lo sport e il calcio sono portatori di valori positivi che nulla hanno a che fare con il razzismo.

Ho partecipato a tre Olimpiadi e nel villaggio olimpico non pensi proprio se vicino a te hai ‘colleghi’ verdi, viola o blu. Ci sono ragazzi di tutto il mondo che rispetti profondamente e con cui condividi la stessa passione, gli stessi sacrifici, vittorie e sconfitte.

Lo sport e il calcio vanno sostenuti nella battaglia che stanno combattendo contro il razzismo. Voglio citare tre esempi positivi che sono venuti dal mondo del calcio in questi giorni. La decisione dell’arbitro Rocchi di sospendere una partita. Bravissimo. La solidarietà e la volontà dei calciatori, delle società e della Federazione di rifiutare questi comportamenti inqualificabili. Grazie. Le parole del commissario tecnico Mancini. Un esempio.

Ora però la politica ha il dovere di passare ai fatti. Concreti. Non si può più permettere che i comportamenti inqualificabili di pochi possano tentare di gettare fango sullo sport, sul calcio, sui veri tifosi e sulle nostre città. È il momento di prevedere pene più severe per chi si macchia di razzismo nel mondo dello sport e del calcio”.

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