PIL, Brunetta: Per agenzie di rating flop di crescita

“Anche l’agenzia di rating Moody’s si è aggiunta ieri alla lunga lista di previsori che hanno tagliato la loro stima sul tasso di crescita del Pil per il 2019 e il 2020. +0,4% è la nuova previsione per il 2019 e +0,8% quella per il 2020.

“Se le condizioni economiche si deteriorano, si potrebbe rafforzare l’instabilità politica, indebolendo la fiducia di investitori e consumatori. Così, le dinamiche politiche ed economiche stanno creando significativi rischi di peggioramento per l’economia italiana”, si legge nel rapporto di Moody’s, che scrive anche che “uno dei motivi principali per una piuùdebole attività economica è stata il calo della domanda interna innescato da un calo della fiducia e da più stringenti condizioni finanziarie sulla scia di un aumento degli spread”, concludendo che “l’economia italiana ha fatto fatica a mantenere il suo ritmo di marcia nella seconda metà dello scorso anno, che ha terminato con una recessione con due trimestri consecutivi di crescita negativa”.

Il morale delle imprese, nel frattempo, peggiora. Questa mattina, infatti, l’indice PMI manifatturiero è di nuovo sceso a 47,7, dal 47,8 di gennaio, al minimo dal giugno 2013 e in controtendenza rispetto a quello di molti altri Paesi europei, nei quali è migliorato.

L’ennesimo giudizio impietoso sullo stato dell’economia italiana e sulle politiche economiche del Governo gialloverde, che si stanno risolvendo in un gigantesco, quanto previsto, flop di crescita.

Il rapporto di Moody’s arriva esattamente due settimane prima della decisione che l’agenzia dovrà emettere sul rating sovrano, il prossimo 15 marzo. Probabilmente, il downgrade non ci sarà, considerando che è già stato effettuato lo scorso autunno ma, certamente, il quadro macroeconomico deteriorato non aiuta la decisione di mantenere il rating al livello attuale. Senza dimenticare che la stagione delle pagelle continuerà il prossimo 27 aprile con la decisione di Standard and Poor’s, ben più pericolosa di quella di Moody’s, in quanto S&P ha attualmente un outlook negativo e ha già risparmiato il nostro Paese nell’ultima decisione”.

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