Proroga stato di emergenza, Caon: Rischio desertificazione economica

“Il rischio vero della proroga dell’emergenza Coronavirus è la desertificazione del tessuto economico dell’Italia con un effetto domino dirompente. Non tutte le imprese saranno in grado di recuperare il fatturato perduto: nessuno pranzerà al ristorante due volte in un giorno per recuperare i pranzi fuori che non sono stati consumati. Le misure di contenimento messe in atto dal Governo per rallentare la diffusione del virus, hanno avuto conseguenze impressionanti per le imprese italiane.

Oltre il 65% delle attività di ristorazione rischiano di chiudere, imprese di trasporto e la mobilità ridotti al minimo e ciò ha generato un crollo della domanda globale di energia con i prezzi del petrolio che sono scesi a livelli storicamente bassi. Una situazione che sta producendo diseguaglianze sempre più gravi che saranno tra le cause della recessione dei prossimi anni.

Mantenere in vita il tessuto produttivo in vita vuol dire mantenere l’occupazione, e quindi indirettamente il reddito. Ecco perché il sostegno alle imprese è prioritario come lo è quello della domanda dei consumatori. Bisogna indurre le aziende a produrre di più, costruire nuovi impianti produttivi ed assumere nuovo personale. Vanno inoltre sospesi sine die gli adempimenti fiscali sempre per non sottrarre risorse ad imprese e aiutarle a non soffocare prima che si diffonda ulteriormente la desertificazione economica. Va fatto un piano industriale di rilancio, capace anche di riconvertire le aziende in crisi che non prendano certamente a modello le riconversioni fatta in Germania con il bacino della Ruhr – trasformato in parco archeologico – come un comico aveva proposto qualche tempo fa per Ilva di Taranto. Forse ci siamo dimenticati che l’Italia è il paese delle opportunità perse, infatti nel 1985 non abbiamo lasciato aprire Disneyland, perdendo 36mila posti di lavoro e alla fine la scelta ricadde sulla Francia, governata dall’allora leader socialista Francois Mitterand, che vide nella nascita di una Disneyland in Europa una ghiotta opportunità, che avrebbe assicurato la creazione di numerosi posti di lavoro e contribuito in misura decisiva a fare del turismo uno dei settori Portanti dell’economia della Francia. E così è stato.

Possiamo ricostruire il tessuto economico nel bel mezzo della pandemia mondiale. Dobbiamo solo iniziare la più grande opera di restauro mai realizzata a livello nazionale. Dobbiamo incentivare le imprese dello stesso settore ad unirsi per competere sui mercati internazionale ed evitare quindi l’ondata di fallimenti. Altro che politica industriale basata sugli incentivi per bici e monopattini elettrici. O abbiamo intenzione di continuare a svendere il nostro Paese?“.

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