Recovery Fund, Caon: Stiamo solo perdendo tempo

“Un Paese che non sa programmare, che continua a perdere tempo e che non è stato in grado di contrastare i devastanti effetti economici dell’epidemia COVID-19, con una burocrazia che è il fanalino di coda – peggio di noi solo la Grecia – dell’Europa. Questo la dice lunga sui ritardi e le inefficienze che bloccano la crescita del Paese. I dieci chilometri di coda in Liguria sono la prova provata della mancanza di programmazione, con lavori che potevano essere realizzati benissimo durante il lockdown, invece di occuparsi di modificare quotidianamente l’autocertificazione per gli spostamenti.

Mentre nelle economie degli altri Paesi stanno riprendendo vigore in Italia avremo un nuovo record che si accinge a conquistare la pubblica amministrazione, ovvero quello di avere più pensionati che dipendenti entro il 2021. L’aspetto centrale e decisivo per far ripartire l’Italia ha come oggetto, vero e principale, le famiglie e le imprese, due pilastri che sono sempre stati fondamentali per l’Italia. Servono 30 miliardi per i 15 milioni di lavoratori del settore privato, concedendo duemila euro a ciascuno come rimborso per i danni causati dal Coronavirus – come è stato fatto negli USA – e non bonus sulla mobilità (monopattino elettrico) o i 500-600 euro come avvenuto in Italia. Infine, vanno stanziati 350 miliardi di euro alle imprese intese come commesse (lavoro).

Il Recovery found deve andare in questa direzione, creando commesse per le aziende, cioè modernizzando il Paese a partire dalle infrastrutture alle telecomunicazioni. Nel frattempo, la Consip si svegli ed esca dal letargo perché è inconcepibile che per predisporre gare di appalto occorrano anni”.

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