Renato Brunetta: “Venezia, Terminal Offshore, giusto recuperare anche le idee del passato”

Intervista al "Corriere del Veneto"

«Ho cercato di portare un po’ di storia sulle vicende di Venezia, razionalità e chiarezza al consiglio dei ministri su tante scelte che dovranno essere affrontate nei prossimi anni», dice Renato Brunetta, l’unico ministro veneziano del governo di Mario Draghi.

Fondamentale nei giorni scorsi è stata la sua mediazione per arrivare al testo del decreto che lancia il concorso di idee e progetti perla realizzazione di un terminal fuori della laguna per le crociere e le navi portacontainer.

«Se ne stanno occupando bene i ministri competenti — cerca di spostare l’attenzione Brunetta —. Io ho vissuto tutte le fasi di questa vicenda, da quando ero giovane professore universitario ad oggi, pensavo fosse giusto recuperare anche le idee del passato per rendere compatibile città e laguna con le attività economiche».

Il governo di cui fa parte è stato il primo a fare un vero passo verso la risoluzione del problema, anche con un primo stanziamento di fondi.

«C’è stata l’attenzione e il rispetto del premier e di tutti i ministri. Io ho portato storia ed esperienza che aiutano sempre, la materia è complessa il rischio era di tornare indietro prendendo scorciatoie».

Rispetto al passato sono state messe sullo stesso piano crociere e navi portacontainer.

«Perché sono le due facce della stessa medaglia. Lasciare fuori le navi merci mi sembrava una forzatura e il ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini mi ha dato ragione. Il professor Brunetta per Venezia ci sarà sempre, anche per far arrivare i 40 milioni promessi di Legge speciale».

Il sindaco ha un amico di fiducia nel governo allora…

«Non solo il sindaco ma anche il governatore Zaia».

Senta ministro, per un fare un terminal offshore ci vogliono anni, le navi potrebbero rimanere a Porto Marghera a lungo.

«Aspettiamo il concorso… Io comunque sono sempre stato per un terminal a Marghera, esattamente come dicono il sindaco e il governatore, con l’arrivo delle navi più piccole alla Marittima attraverso il canale Vittorio Emanuele. C’è anche un bando e la stima della spesa: 40 milioni per la stazione crociere al canale industriale nord, lato nord. L’ho detto anche in consiglio dei ministri: bisogna dare una risposta immediata».

Secondo lei il terminal fuori della laguna per entrambe le tipologie di navi è la soluzione migliore?

«Sono sempre stato fautore del terminal offshore così come è stato pensato e fatto progettare da Paolo Costa. Lo penso per le merci, mentre per i passeggeri ho qualche dubbio. I porti ottimali hanno alti fondali e ampio entroterra, Venezia può contare solo sul secondo aspetto, Trieste sul primo, il terminal al largo rappresenta la complementarietà. Poi saranno gli amministratori, i veneziani e le forze politiche a valutare se sull’offshore ci possono stare anche le navi da crociera, mettendo al bando le altre fantasticherie che ho sentito».

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