#Titoli di Stato, @RenatoBrunetta: ‘Oro alla patria’? Flop emissione Btp Italia

“Oro alla patria? No, grazie. La sottoscrizione del BTP Italia, il titolo di Stato riservato solo alle famiglie italiane, sta andando molto male. Se i ritmi di sottoscrizione dovessero essere quelli registrati ieri, primo giorno di vendita, infatti, il collocamento si concluderebbe al di sotto del 50% rispetto all’ultima emissione, ovvero a meno della metà.

Questo flop ci fa capire molte cose. La prima è che le aspettative, in base alle quali le famiglie devono sottoscrivere il debito pubblico italiano, come richiesto dal Governo, sono completamente naufragate. Non ci voleva un esperto di finanza per capire come un debito da 2.300 miliardi di euro come quello italiano non può essere rifinanziato contando solo sul sostegno delle famiglie.

Bisogna poter contare obbligatoriamente anche sulle grandi banche e sui grandi investitori italiani ed esteri. Esattamente quelli che il Governo gialloverde ha fatto scappare in tutti questi mesi con la sua propaganda. Secondariamente, gli italiani hanno dimostrato di non fidarsi di questo Esecutivo e delle prospettive sulle quali ci vuole portare. Ne è la riprova che la parola “spread” su Google trend ieri ha raggiunto nuovi picchi massimi di ricerca, come riportato oggi da Federico Fubini sul Corriere della Sera. Il tutto nonostante una cedola molto generosa offerta dal Tesoro, che si risolverà in un enorme salasso per le casse dello Stato.

È opportuno che il Governo risponda alla domanda che tutti si stanno facendo in questo momento, sia all’interno delle istituzioni comunitarie che in quelle finanziarie: chi finanzierà l’eccesso di deficit voluto da Lega e Cinque Stelle se gli investitori dimostrano di voler fuggire dai nostri titoli di Stato? Il flop dell’emissione del BTP Italia conferma la crucialità di questa domanda.

In attesa che il Governo ci fornisca la risposta, la proponiamo noi: questo deficit e questo debito, o verranno finanziati da investitori speculativi, in cambio ovviamente di rendimenti stratosferici per remunerare il rischio a tutto svantaggio dei conti pubblici oppure, nella peggiore delle ipotesi, il Tesoro “bucherà” un’asta, ovvero gli investitori non si presenteranno più ad acquistare i titoli di Stato.

Questo determinerà una crisi di liquidità con conseguente difficoltà nel pagare puntualmente stipendi pubblici, pensioni e debiti ai fornitori della pubblica amministrazione. Per evitare questi scenari catastrofici, l’unica soluzione è che la Lega abbandoni le sue pulsioni sovraniste e populiste, stacchi la spina e faccia cadere il Governo”.