UE, Bond: Accordo sul clima equivale a fallimento imprese

“Il piano clima europeo, pomposamente chiamato ‘Fit for 55″‘ porta dritto al fallimento politico, economico e sociale dell’Unione Europea perché le strategie in esso contenute, che prevedono un azzeramento delle emissioni climalteranti entro il 2035, sono semplicemente irrealizzabili se non a costo di chiudere tutta la manifattura europea, azzerare il riscaldamento domestico e ridurre drasticamente la produzione e i consumi di energia elettrica. Tutto ciò mentre realtà come la Cina, responsabile da sola del 30% delle emissioni inquinanti globali a fronte del 9% europeo, intende proseguire sulla sua attuale linea di sviluppo economico bastato principalmente sull’impiego del carbone almeno fino al 2050.

Di più: mentre in Europa le quotazioni di una tonnellata di CO2 volano verso i 70 euro, con una tendenza verso i 100 euro, in Cina si è fissato un prezzo massimo di 8 euro. Con un simile differenziale di costi, anche un soggetto totalmente digiuno di economia capisce che le imprese europee vanno dritte verso il fallimento e le famiglie verso costi astronomici delle loro bollette energetiche. Una domanda sorge spontanea: cosa serve all’Unione Europea azzerare le proprie emissioni quando la principale realtà inquinatrice, la Cina – assieme ad India e Stati Uniti -, non intende fare nulla, anzi, intende aumentarle? E, nota bene, nell’atmosfera non esistono i confini, per cui gira e rigira le emissioni inquinanti cinesi hanno effetto anche in un’Europa a zero inquinamento, con la differenza che nel Vecchio continente le imprese manifatturiere verrebbero agevolmente scalzate dalla maggiore concorrenzialità di quelle cinesi. E poi, che dire della strada delineata dal piano climatico europeo di puntare massicciamente sull’elettrificazione spinta, ad iniziare dalla mobilità con l’abolizione entro il 2035 della vendita di veicoli con motore endotermico? Anche qui, la scelta porta dritta alla Cina e al suo monopolio di quegli elementi oggi indispensabili per la produzione di batterie, motori elettrici e pannelli fotovoltaici. L’auspicio è che il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sussurri alla Mogherini in salsa teutonica (alias frau von der Leyen) il vero da farsi, dandole uno dei suoi suggerimenti per raddrizzare la barra della politica prima che sia troppo tardi”.

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