Vertice Ue, Caon: Occasione unica per dare inizio a riforme strutturali

Sono decenni che in Italia si parla di riforme strutturali, ma siccome i benefici generati sarebbero a lungo termine, nessun Governo ci ha voluto mai mettere le mani.

Iniziamo dalla semplificazione del sistema tributario e dalla riduzione della burocrazia. Solo in questo modo le imprese possono svolgere più facilmente le loro attività e pianificare il futuro. Per non parlare dei vantaggi che le famiglie, a loro volta, possono trarre dal fatto che beni e servizi costano meno – oltre a essere di migliore qualità – e possono quindi ampliare i propri consumi. Le riforme possono essere mirate ad ambiti specifici, ad esempio possono avere lo scopo di incoraggiare l’innovazione in un Paese che cresce lentamente ma questo non significa che ci vi siano tante imprese dinamiche, amministrazioni che innovano, giovani con un capitale umano di eccellenza mondiale. E da lì che bisogna partire.

Spetta al Governo e al Parlamento gestire la politica economica e quindi compiere il primo passo, poggiando su analisi documentate e trasparenti. Il Governo non si faccia cogliere impreparato al prossimo vertice europeo di Bruxelles del 17-18 luglio. Servono provvedimenti coraggiosi e quindi riforme di vasta portata necessarie per far ripartire il Paese. Dobbiamo essere coscienti delle sfide che ci aspettano in futuro e non vi sono alternative o scorciatoie: dobbiamo andare avanti se vogliamo un’Italia più forte e più competitiva.

Portare avanti le riforme strutturali è il solo modo di rompere il circolo vizioso caratterizzato da una crescita modestissima, una disoccupazione imponente, un elevato livello di indebitamento pubblico e una fiducia in perenne calo che portano a una decadenza lenta ma inesorabile. Questo è l’unico modo di offrire un futuro migliore alle nuove generazioni e per non farle scappare dall’Italia”.